Truffa del POS e Furti Contactless: Come Difendersi dai "Borseggiatori 2.0"

Furto con il Pos a Napoli: Come Difendersi

Cresce l'allarme sui prelievi non autorizzati tramite la tecnologia NFC dopo i recenti casi di cronaca in Campania. Ecco cosa dicono gli esperti e come mettere al sicuro i propri risparmi.

Nel panorama della microcriminalità urbana si fa strada un nuovo timore, spesso rilanciato dai social media ma che trova purtroppo riscontro anche nella cronaca locale: la cosiddetta truffa del POS contactless. Si tratta di una evoluzione tecnologica del borseggio classico, dove l'abilità di mano viene sostituita dalla tecnologia NFC (Near Field Communication). L'attenzione sul fenomeno è salita alle stelle dopo i recenti episodi registrati in Campania, come il caso avvenuto a Sorrento, dove le forze dell'ordine hanno fermato una donna trovata in possesso di un POS portatile nascosto nella borsa, sospettata di voler mettere in atto proprio questa tecnica ai danni di turisti e passanti. Ma quanto è concreto il rischio di vedersi sottrarre denaro semplicemente camminando per strada? E soprattutto, come possiamo difenderci in modo efficace?

Come funziona il "Furto 2.0"

La tecnica, almeno in teoria, è semplice. I malintenzionati utilizzano un terminale POS portatile, simile a quelli in uso nei negozi, nascosto in una borsa o nella tasca di una giacca. Avvicinandosi alla vittima in luoghi affollati come la metropolitana, la linea Circumvesuviana o una fila alle casse cercano di portare il dispositivo a pochi centimetri dal portafoglio della vittima. Sfruttando la tecnologia contactless, che permette pagamenti senza PIN per importi solitamente inferiori ai 50 euro (limite innalzato dalle normative bancarie recenti), il ladro tenta di "battere" uno scontrino, prelevando denaro direttamente dalla carta ignara.

È davvero così facile rubare con un POS?

Sebbene tecnicamente possibile, è doveroso fare una precisazione per non creare inutile allarmismo. Come spiegano gli esperti di cybersecurity e la stessa Polizia Postale, affinché il furto avvenga ci sono delle difficoltà pratiche:

  1. La distanza deve essere minima: Il POS deve trovarsi a meno di 3-4 centimetri dalla carta. Spessori come portafogli in pelle, altre tessere magnetiche vicine o vestiti pesanti possono ostacolare il segnale.
  2. Il ladro è tracciabile: Ogni terminale POS deve essere collegato a un conto corrente bancario registrato e intestato a una persona fisica o giuridica (o a un prestanome). Questo rende il "ladro" ridentificabile dalle autorità in caso di indagine.

Tuttavia, il rischio esiste, specialmente in contesti di grande calca dove il contatto fisico è inevitabile.

I Consigli della Polizia e degli Esperti

Per chi desidera una sicurezza totale e vuole prevenire qualsiasi tentativo di frode, le associazioni dei consumatori e la Polizia di Stato suggeriscono alcune accortezze pratiche:

  • Utilizzare portafogli schermati (RFID Blocking): Esistono in commercio portafogli o semplici custodie per carte dotati di una sottile lamina di alluminio interna. Questa barriera fisica impedisce alle onde radio del POS di comunicare con il chip della carta.
  • Tenere le carte "accavallate": Se nel portafoglio conservate due carte contactless (es. bancomat e carta di credito) vicine tra loro, i segnali spesso vanno in conflitto (fenomeno noto come "card clash"), impedendo al POS di leggere correttamente una delle due.
  • Attivare il servizio di Alert: È il consiglio più importante fornito dagli istituti bancari. Attivate sempre gli SMS o le notifiche push sull'App della vostra banca. In questo modo, vi accorgerete in tempo reale di qualsiasi transazione sospetta, anche di piccolo importo.
  • Abbassare i limiti: Molte app di home banking permettono di personalizzare i limiti di spesa contactless o di disattivare temporaneamente la funzione se non necessaria.

Cosa fare in caso di addebito sospetto

Se notate un pagamento non autorizzato, la procedura da seguire è immediata:

  1. Bloccare la carta tramite app o numero verde.
  2. Sporgere denuncia presso la Polizia Postale o i Carabinieri, portando con sé l'estratto conto.
  3. Richiedere il disconoscimento dell'operazione alla propria banca allegando la denuncia per ottenere il rimborso previsto dalla legge per le frodi informatiche.